Quando un infermiere valuta una piaga da decubito, fa riferimento a una classificazione in stadi, riconosciuta a livello internazionale, che descrive la profondità e la gravità della lesione. Conoscerla aiuta pazienti e caregiver a capire meglio le indicazioni ricevute.
Stadio I
La cute è integra, senza ferite aperte, ma presenta un arrossamento che non scompare alla digitopressione. Può essere più difficile da individuare sulle pelli più scure, dove si osservano piuttosto variazioni di colore, calore o consistenza rispetto alla zona circostante.
Stadio II
Si ha una perdita di spessore parziale della cute, che coinvolge l'epidermide e talvolta il derma. Si può presentare come un'abrasione superficiale, una vescica intatta o rotta, con il letto della lesione generalmente di colore rosa o rosso.
Stadio III
La perdita di tessuto è a tutto spessore: la lesione coinvolge il tessuto sottocutaneo ed è possibile osservare tessuto adiposo, ma senza esposizione di osso, tendine o muscolo. Può essere presente fibrina, come descritto nel nostro articolo dedicato.
Stadio IV
Rappresenta il grado più avanzato: la perdita di tessuto è a tutto spessore, con esposizione di muscolo, tendine o osso. Sono lesioni che richiedono una gestione clinica complessa e spesso un percorso di cura prolungato nel tempo.
Due categorie aggiuntive
La classificazione include anche le lesioni "non stadiabili", quando il fondo della ferita è completamente coperto da fibrina o tessuto necrotico e non è possibile valutarne la reale profondità, e il "sospetto danno tissutale profondo", quando la cute appare integra ma con segni che indicano un possibile danno ai tessuti sottostanti.